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{E S A E T T E R}
Scheda critica
Parlare della genesi e dello svolgimento della mia opera più lunga e, probabilmente, famosa (o, se non altro, quella che ha reso 'famosa' la sottoscritta) implica un discorso particolarmente articolato e complesso, che riverbera perfettamente sia le alterne fasi di stesura, sia l'evoluzione in itinere del progetto. Come molti sanno, "Le nere ali dell' odio", nella prima versione (fine agosto-settembre 2001) non era concepita per essere il primo macro-capitolo di un ciclo in potenza infinito (siamo ormai alla seconda generazione di eroi), ma una saga in sé conclusa. Il che mi porta a poter idealmente fare un primo distinguo in rapporto al concepimento della storia come corpo unico e come testa di un ciclo. Prima di scrivere questa saga avevo al mio attivo la lettura di sei o sette fanfictions in tutto (di lingua inglese). Parrà paradossale, ma sino alla storica e-mail con cui una certa Lener (all' epoca per la sottoscritta una perfetta sconosciuta) cominciò a pungolarmi a suon di 'e allora? NON può finire così!', innescando la maledizione che da Tolkyr ancora dura, ero assolutamente all'oscuro del fatto in Italia si scrivesse come e quanto all' estero. Questa, credo, sia stata una gran fortuna: non avendo modelli cui rifarmi, il mio stile si è definito da subito come molto personale. Il primo problema con cui, tuttavia, ho dovuto misurarmi - e che mi sono accorta i più non prendano nemmeno in considerazione - è stato quello della lingua. L' italiano non è certo l'inglese e si presta a possibilità manipolatorie praticamente infinite. Scrivendo d'abitudine, ma su di un registro assai poco commerciale, per il mio esordio narrativo scelsi volutamente un registro medio-basso, con crescendi di tono, tuttavia, legati ai momenti che reputavo di maggior pathos. Mi sono concessa licenze 'auliche' solo in concomitanza di quelli che divennero i marchi di fabbrica della prima stesura: le previsioni in rima. Non è stato solo un virtuosismo fine a se stesso (l' ho ripreso infatti in altri contesti), ma il tentativo mimetico di conferire aulicità ad un momento sacrale. Il disegno su cui mi muovevo era infatti quello di un'opera sì destinata ad un pubblico amatoriale, ma che potesse creare attimi di tensione epica. Benché imperfetta, "Le nere ali dell'odio" possedeva alcune caratteristiche che ne hanno decretato il successo e che, pertanto, credo meritino di essere evidenziate. ● struttura circolare dei primi due capitoli:
si aprono con un lungo flashback, poi virano altrettanto decisamente al
presente, lasciando intatta la curiosità del lettore sul COME si legheranno i
due momenti. Inoltre si affiancano due figure con pari caratteristiche di
grandezza e drammaticità, conferendo ad esse una similare statura eroica. Sembra
scontato, ma non lo è affatto: gli antagonisti debbono, se possibile, esser
ancor più definiti dei protagonisti. Se, infatti, di questi ultimi si può dare
per scontato chi legga sappia tutto, gli altri sono una responsabilità di chi
compone. Se l' avversario è crudele, bisogna ben sapere per quale motivo, con
quali ragioni ed in quale modo esplicherà questa sua caratteristica. Le ragioni
di Virgas si delineano per relationem: non è lo stesso a parlare, ma si mostrano
le immagini atroci che ne hanno avvelenato il passato. Credits
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